Kiewkacham é uno dei villaggi piú in altro tra le montagne del Laos. E’ geograficamente ubicato a 350 km da Vientiane ed ad 80 km da Luang Prabang. Un tempo si arrivava solo a piedi, oggi vi passa una comoda strada asfaltata che collega le due cittá.
Per arrivarci, la strada si inerpica su per le montagne laotiane, offrendo degli scorci di paesaggio veramente incantevoli. Il verde delle foreste si intrecca con il verde del riso del rhai che comincia a spuntare. Valli, monti e cielo azzurro sono il panorama di questo ambiente.
Per il pranzo siamo ospiti di una famiglia ben conosciuta da p. Tito. D’altronde é il suo villaggio natio. La casa é tutta di legno e bambú. Dentro, oltre alle cose ordinarie di tutte le famiglie laotiane, c’é anche un frigorifero ed una televisione. Sono il segno esterno che finalemnte anche a Kiewkacham, con la strada é arrivata l’energia elettrica.
Al villaggio, con l’arrivo dell’elettricitá e della strada sono cambiate molte cose. Molte capanne hanno la televisone satellitare ed altri elettrodomestici. La gente si sposta anche con dei motorini. Gli autobus di linea per Vientiane e Luang Prabang passano regolarmente. E’ cambiato anche il modo di vestirsi. L’abito tradizionale é usato solo nelle feste, mentre quotidianamnete l’abbigliamento della gente é all’occidentale.
La casa si riempie di persone: dagli adulti fino ai bambini. Siamo accolti come ospiti d’onore. L’accoglienza é vissuta in modo identico dalle persone di ogni etá. Tutti sono attenti agli altri, servizievoli, discreti, non amano mettersi in mostra. A tavola ci viene servito del riso e del pollo.
Dopo pranzo p. Tito ci fa fare un giro per il suo villaggio, per quel villaggio dove é vissuto anche p. Mario Borzaga, un missionario Oblato di Maria Immacolata. Andiamo proprio nei luoghi di cui parlava p. Mario nei suoi diari: il sito della sua casa e della chiesa. Vediamo anche il sito dov’era la casa di p. Tito. Delle antiche costruzioni non c’é piú alcuna traccia. Dov’era la chiesa oggi c’é un bel prato.
L’Associazione “amici di p. Mario Borzaga” di Trento, ha dato contributo finanziario per realizzare un ambulatorio medico che funziona benissimo. E’ un centro d’aiuto che serve la gente di Kiewkacham, ma anche dei villaggi vicini. A fianco al dispensario con l’aiuto di altri amici con a capo la sorella di p. Mario, Lucia Borzaga, c’é una casa che ospita i medici e gli infermieri che lavorano nell’ambulatorio.
L’ambulatorio é una risposta concreta ai bisogni della gente. P. Mario, accompagnato dal catechista Paolo Xyooj, partí da Kiewkacham per andare in un villaggio lontano, proprio per portare un aiuto sanitario.
La gente del posto, ad eccezione degli anziani, non sa niente dell’ucccisione di p. Mario e del suo catechista. C’é una certa reticenza a parlarne, per molti motivi.
Eppure é proprio in questo villaggio che Dio ha formato il servo di Dio p. Mario Borzaga. E’ qui tra questa gente che prima di tutto ha svolto la sua missione evangelizzatrice. E’ qui tra i ragazzi di allora che si é formato anche Paolo Xyooj. Un giovane che non ha esistato a lasciar solo il suo “padre” ma che é sto pronto a dare la vita insieme a lui.
Oggi ambedue sono “Servi di Dio”. Per ambedue é stata iniziata la causa di beatificazione. La loro testimonianza di una vita offerta a Dio nel servizio alla gente, é sorgente di luce e stimolo per tutti i cristiani, ma specialemnte per i giovani.
Sulla strada di ritorno per Vientiane ci fermiamo in prossimitá del luogo dove arrivava la “pista senza ritorno” percorsa per l’ultima volta da p. Mario e dal suo catechista. Le montagne sebrano due sentinelle che custodiscono il segreto del posto della sepoltura di p. Mario e Paolo Xyooj.
Fremantle (Australia) 14 Settembre 2007
p. Sergio Natoli omi
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